Tre giorni di formazione tra Caritas Abruzzo-Molise e Caritas Senegal: un ponte di fraternità e condivisione
Dal 10 al 12 novembre 2025, presso il suggestivo convento Mont Thabor a Rufisque, nei pressi di Dakar, si è svolta un’intensa e significativa esperienza di formazione che ha visto protagoniste la Delegazione Caritas Abruzzo-Molise e la Caritas Senegal. Un incontro che ha unito culture, esperienze e visioni pastorali, nel segno della solidarietà e della costruzione di comunità più giuste e consapevoli.
Alla formazione hanno partecipato rappresentanti delle sette diocesi del Senegal, guidata dal segretario generale di Caritas Senegal, l’abbé Albert Mbaour Mbaye, insieme a una delegazione italiana composta da don Alberto Conti, responsabile regionale per Mondialità, Pace e Conversione ecologica della Caritas Abruzzo-Molise, Corrado De Dominicis, delegato regionale Caritas, Luigina Tartaglia (Caritas Pescara-Penne) e suor Ildegarde Hatungimana (Caritas Sulmona-Valva).
Il tema centrale dell’incontro è stato l’Osservatorio Povertà e Risorse, uno strumento fondamentale per l’animazione pastorale delle comunità. Attraverso momenti di confronto, laboratori e testimonianze, i partecipanti hanno esplorato come l’Osservatorio possa diventare un mezzo concreto per leggere i bisogni del territorio, valorizzare le risorse locali e promuovere una pastorale attenta alle fragilità e capace di generare processi di cambiamento.
Il percorso è stato moderato da Federico Mazzarella, responsabile West Africa per Caritas Italiana con il supporto di Bianca Esposto e Chiara Innocenti del Servizio Civile Universale, Caschi bianchi in servizio proprio presso la Caritas di Dakar e Caritas Senegal.
La formazione ha rappresentato anche un’occasione preziosa per rafforzare i legami tra le Caritas delle due regioni, favorendo uno scambio reciproco di buone pratiche e una riflessione comune sulle sfide globali della povertà, della giustizia sociale e della cura del creato.
In un clima di fraternità e collaborazione, i tre giorni hanno lasciato un segno profondo nei partecipanti, aprendo nuove prospettive di lavoro condiviso e di crescita nella missione caritativa.










